Italian PlanetSecurity

July 29, 2010

trackbackMozilla Firefox 4 finalmente in beta 2

Firefox 4 beta 2
Mozilla Foundation, ad un distanza temporale inferiore alle tre settimane, ha rilasciato la seconda beta della nuova versione del browser che ha sfidato il predominio di Internet Explorer, ovvero Firefox 4. Rispetto alla versione precedente,…

HTML.it SicurezzaLinee guida per i siti della pubblica amministrazione

Direttamente dal blog dell’IWA (International Webmasters Association) ecco un utile documento contenente le linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni. Il documento da un lato illustra i principi criteri generali per accompagnare le pubbliche amministrazioni nell’attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva Brunetta n. 8 del 2009 (descrivendo gli interventi da realizzare ai fini del [...]
Autore: napolux
Tags: iwa, pubblica amministrazione

HTML.it SicurezzaImplementare il gioco della vita con HTML5

John Conway è un grande matematico. È conosciuto per l’invenzione del gioco della vita, l’esempio più famoso di automa cellulare. Del gioco esistono centinaia di implementazioni, con diversi strumenti e svariati linguaggi di programmazione. Non fa eccezione HTML5 con cui uno sviluppatore si è divertito per creare questo interessante prototipo. Tecnicamente si sfrutta il potentissimo elemento [...]
Autore: Kiko
Tags: html5

Paolo AttivissimoUn po’ d’insicurezza per tutti

Perché fermarsi al software preinstallato, quando si può avere il computer preinfettato?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "c.graz" e "acortel*".

Nei giorni scorsi c'è stata una raffica di notizie di infezioni informatiche decisamente bizzarre. La Dell ha segnalato che alcune motherboard per server PowerEdge R310, R410, R510 e T410 spedite come ricambi ai clienti contenevano per errore nella memoria flash di bordo (non nel firmware come segnalato inizialmente da Dell stessa) un "programma ostile che poteva offrire ai criminali informatici l'accesso alle informazioni immagazzinate nei sistemi", secondo quanto riferiscono il Wall Street Journal e NewScientist.

Il malware, identificato come w32.spybot.worm, poteva agire solo se il computer usava Windows e non era dotato di un antivirus aggiornato, ma inviare ai clienti componenti preinfettati non è comunque un bel biglietto da visita. La Dell non ha fornito spiegazioni su come sia successo il fattaccio, parlando genericamente di "errore umano" rilevato durante una sua ispezione, e ha contattato i clienti che hanno ricevuto la partita infetta per programmare una nuova sostituzione. Con motherboard non infette, si spera.

Intanto è emerso che alcuni chioschi di stampa della Fuji, di quelli che si usano per stampare le foto inserendovi la schedina di memoria della propria fotocamera, erano infetti e contagiavano le schedine o penne USB di tutti i loro clienti. Fuji è corsa ai ripari, installando un antivirus sui propri apparecchi australiani, ma per evitare il ripetersi di infezioni poco intuitive di questo genere conviene usare una schedina di memoria o una penna USB che abbia un selettore manuale che la protegga contro la scrittura e attivare questo selettore prima di inserirla in qualunque dispositivo di stampa: in questo modo, se l'apparecchio è infetto, perlomeno non potrà diffondere l'infezione a voi. Resta la domanda di fondo: come hanno fatto a infettarsi queste macchine, e perché qualcuno ha pensato che fosse prudente installarle senza dotarle di antivirus e consentire loro di scrivere sui supporti di memoria dei clienti?

Paolo AttivissimoLa Stampa e la finta intervista all’astronauta Aldrin

La Stampa pubblica un'intervista a Buzz Aldrin. Falsa


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cabezit85" e "napobear" ed è stato aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale. La replica de La Stampa è negli aggiornamenti all'articolo.

Mentre un pubblico ministero italiano oscura per tutto il mondo un intero blog perché alcuni suoi post sono sospettati di diffamazione e si preparano leggi che punirebbero con multe da migliaia di euro i blogger che non rettificano i post entro 48 ore, La Stampa – non un blog, non un sito di chiacchiere, ma un giornale – se ne esce con un articolo completamente inventato. O per dirla tutta, falso.

L'articolo, "La mia Luna vuole una base", è firmato da Antonio Lo Campo ed è confezionato come se Lo Campo avesse fatto delle domande all'astronauta lunare Buzz Aldrin, in occasione della sua apparizione pubblica ad Avezzano (AQ) durante la manifestazione Il Cielo di Argoli, e questi gli avesse risposto con le parole pubblicate. Non è vero.

Non è vero perché Aldrin non ha rilasciato interviste in quell'occasione. Non è vero perché le risposte attribuite all'astronauta sono in realtà trascrizioni rimaneggiate (e oltretutto maldestramente errate) di quello che Aldrin ha detto al pubblico presente. Non è vero perché anche le azioni attribuite ad Aldrin ("Un modellino del celebre «Lem» cade dal tavolino e lui con uno scatto lo riprende, lo alza e lo fa discendere lentamente") non sono mai avvenute.

Come lo so? Semplice: io ero lì. Ero l'interprete di Aldrin, ho le registrazioni audio e video integrali di tutto quello che è stato detto, e il modellino del LM (che non è affatto caduto) è il mio, portato a Tagliacozzo e Avezzano per l'occasione. La Stampa è cascata male nel tentativo di far bella figura tramite un'intervista di prestigio con un astronauta protagonista dello sbarco sulla Luna, pubblicata proprio in occasione del quarantunesimo anniversario di quell'impresa. Non si è resa conto di aver cercato di rifilare una patacca ai propri lettori proprio sotto il (lungo) naso del vostro cacciatore di bufale.

I fatti documentano che l'intervista pubblicata da La Stampa e firmata da Antonio Lo Campo è un falso. Ho scritto al direttore, Mario Calabresi, per chiedere la rettifica dell'articolo, e ho congelato presso Freezepage.com l'articolo nella sua forma attuale. Ora vediamo quanto tempo ci mette il giornale a rettificare e a chiedere scusa ai lettori per aver rifilato loro una notizia falsa. A quanto ammontano le multe e le sanzioni per i giornali che pubblicano notizie false e non le rettificano entro 48 ore?

Se non ci fossero i blog a fare da controllori alle invenzioni dei giornalisti, se non ci fosse modo per chi sta al di fuori delle redazioni di denunciare pubblicamente questi abusi della fiducia concessa da chi legge e compra un giornale, episodi patetici come questo la farebbero franca. Ma i blogger ci sono, signori miei, e non hanno nessuna intenzione di farsi zittire.


19:00


Mi ha telefonato Antonio Lo Campo e ha chiarito la situazione. Aspetto il suo permesso per pubblicare la spiegazione. Nel frattempo confermo che Lo Campo era presente all'incontro e ha parlato (molto brevemente, per meno di cinque minuti) con Aldrin. Una foto pubblicata da Gravità Zero lo documenta e le riprese video in mio possesso lo confermano ulteriormente. Non appena avrò ulteriori informazioni le pubblicherò.


2010/07/29 05:00


Dopo una serie di conversazioni telefoniche, ieri sera ho ricevuto quanto segue da Gabriele Beccaria, responsabile della rubrica Tuttoscienze de La Stampa, con richiesta di pubblicazione:


Gentile Paolo Attivissimo
-
Ho letto con sconcerto le accuse rivolte all’intervista a Buzz Aldrin pubblicata la scorsa settimana su Tuttoscienze de «La Stampa». Non è affatto «un falso», come lei scrive.
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A volte nel giornalismo si compiono sviste ed errori e, se accade, è giusto riconoscerli. Ma non è questo il caso dell’intervista. Non è stato inventato proprio nulla, dal momento che l’autore, Antonio Lo Campo, ha partecipato alla conferenza dell’ex eroe della Luna, ha contribuito alla preparazione delle domande che gli sono state pubblicamente rivolte e al termine dell’evento gli ha anche parlato faccia a faccia, come possono testimoniare molti dei presenti.
-
Evidentemente lei ignorava questi fatti e, punto essenziale, non era a conoscenza del breve incontro tra Aldrin e Lo Campo.
-
Anche l’episodio del modellino del Lem che cade (che lei considera una bufala) è autentico, come riportato correttamente da Lo Campo. Forse lei non l’ha notato, ma - si sa - a volte la distrazione gioca brutti scherzi.
-
Spero che lei voglia pubblicare questa precisazione con lo stesso spazio con cui ci ha ingiustamente accusati. A volte l’enfasi prende la mano e spinge ad affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione.
-
Cordialmente
-
Gabriele Beccaria
Responsabile Tuttoscienze - La Stampa

Sul fatto che Lo Campo abbia partecipato alla conferenza non c'è alcun dubbio e non ne ho mai espressi. Mi correggo sulla questione del modellino del modulo lunare (LM) caduto: riguardando la videoregistrazione ho notato che Tito Stagno ha urtato il modello del Saturn V, che a sua volta ha fatto cadere anche il LM, rapidamente raccolto e rimesso al suo posto da Buzz Aldrin. La caduta del modello del LM si è quindi sovrapposta a quella ben più importante del modello del Saturn V e io non l'ho notata. Ho pertanto rettificato questo aspetto dell'articolo qui sopra.

Veniamo al punto saliente: l'intervista, come la definisce esplicitamente la replica de La Stampa. Aver "contribuito alla preparazione delle domande" che poi vengono rivolte da altri non è fare un'intervista. Le interviste si fanno faccia a faccia, con botta e risposta, e le domande si fanno direttamente, non per interposta persona. Quel giorno anche mia figlia Linda ha fatto una domanda a Buzz Aldrin (quella sui "bip" via radio), e gliel'ho suggerita io: vuol dire quindi che io ho intervistato Aldrin? Direi proprio di no. Pertanto pubblicare le domande come se fossero state poste tutte da Lo Campo direttamente ad Aldrin è e rimane una rappresentazione ingannevole della realtà.

Va notato, inoltre, che alla replica de La Stampa manca l'affermazione più semplice e importante: quella che Lo Campo abbia davvero fatto ad Aldrin le domande citate nell'articolo. Un'omissione decisamente interessante. Se le ha fatte, come mai questo non viene detto chiaro e tondo?

La replica precisa infine che Lo Campo ha parlato "faccia a faccia" con Aldrin "al termine dell'evento", suggerendo tra le righe che il giornalista potrebbe aver intervistato l'astronauta in quell'occasione. Ma perché Lo Campo avrebbe dovuto fare ad Aldrin proprio le stesse domande che gli erano appena state rivolte dal pubblico? Non avrebbe avuto senso.

Lo scenario probabile che emerge da queste contraddizioni e dichiarazioni e da informazioni fornitemi da terzi in via riservata è che Lo Campo abbia scritto un articolo in forma ben diversa e corretta e sia stata la redazione a riconfezionarlo in modo più sensazionale, inventando l'intervista faccia a faccia, e che ora, colta in fallo, stia cercando di negare la fabbricazione redazionale dell'intervista. Sta di fatto, comunque, che l'intervista non corrisponde agli eventi documentati.

Ho le registrazioni delle domande fatte dal pubblico e posso documentare che le domande corrispondono a quelle che La Stampa ha presentato come se si trattasse delle domande di un'intervista. Posso documentare anche che quanto detto da Aldrin è stato riportato erroneamente. Se La Stampa è in grado di presentare una registrazione che dimostra che quelle domande sono state fatte anche da Lo Campo direttamente ad Aldrin e sono state riportate fedelmente, e che quindi ho torto, la presenti. Se l'intervista non c'è stata e le domande riportate sono quelle fatte dal pubblico, lo ammetta invece di parlarmi di "affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione". È questione di correttezza nei confronti dei lettori del giornale: bastano due righe di spiegazione. Anche inventarsi interviste inesistenti avrebbe poco a che fare con il giornalismo.

July 28, 2010

Feliciano IntiniAnnunci Microsoft al BlackHat USA 2010: collaborazione con Adobe, nuovo tool EMET e whitepapers

[English readers: you can find English links in this post for your convenience] Valanga di annunci e novità da parte Microsoft in occasione dell’evento di sicurezza BlackHat USA 2010 appena iniziato: Microsoft News Center: Microsoft, Adobe Collaborate...(read more)

trackbackYouTube e Siae: accordo sul compenso per brani in video

YouTube Siae
La Società Italiana Autori ed Editori ha raggiunto un accordo triennale con la celebre società di Mountain View che prevede una retribuzione, non a carico degli utenti, quando un determinato brano viene utilizzato come colonna…

trackbackIbm presenta software che prevede il crimine

La società di Samuel J. Palmisano si è ispirata a Minority Report, il film con Tom Cruise nel quale la polizia riesce ad arrivare sulla scena del delitto prima ancora che il crimine venga commesso.…

trackbackCercare alberghi su internet con RoomAtlas

internet organizzare vacanze
Internet è utile anche per organizzare le vacanze. Se siamo indecisi su dove andare o su cosa andare a vedere nel periodo estivo, in rete possiamo trovare tutte le informazioni che fanno al caso nostro.…

trackbackCome trovare chi ci assomiglia su Facebook

Facebook è sicuramente uno straordinario strumento di interazione che continua ad essere amato da un numero sempre crescente di utenti di internet, i quali usano il popolare social network per tenersi in contatto con i…

trackbackApple iPhone: Jailbreak legale negli USA

Gli utenti del celeberrimo smartphone realizzato dalla società di Steve Jobs sono da sempre divisi in due fazioni contrapposte. Da un lato ci sono coloro i quali utilizzano le applicazioni consigliate dalla Apple, dalla parte…

trackbackYouTube: le ragazze di Ostia, er calippo e na bira

La piattaforma per la condivisione video più utilizzata al mondo è sempre ricca di contenuti divertenti e capaci di attirare l’attenzione degli utenti Internet. Recentemente su YouTube è stato caricato il video di un’intervista di…

trackbackFacebook: preziosa la partnership con Zynga

La piattaforma di Mark Zuckerberg collabora da tempo con una società di San Francisco specializzata nello sviluppo di videogiochi che hanno letteralmente entusiasmato gli oltre 500 milioni di utenti. Mark Pincus, fondatore della celeberrima Zynga,…

HTML.it SicurezzaAnche la pubblicità verso CSS3?

Interessante esperimento quello fatto sul blog di Sencha (ex Ext.Js): hanno cercato di riprodurre (con ottimi risultati) alcuni banner realizzati in flash utilizzando CSS3 e le animazioni WebKit. Il risultato degrada comunque bene anche su Firefox e IE7+. Un altro “colpo” ad uno dei settori in cui Flash è maggiormente impiegato? Tags: css3 flash html5
Autore: napolux
Tags: css3, flash, html5

HTML.it SicurezzaSQLite: pronta la versione 3.7.0

Per i fan di SQLite ecco pronta la versione 3.7.0 A leggere il releaselog non si notano nuove feature degne di nota. A spiccare è solamente la notizia secondo cui la nuova versione di SQLite supporterà la funzionalità WAL. WAL è la sigla di Write Ahead Log e riguarda le transazioni. Il suo uso dovrebbe permettere [...]
Autore: Kiko
Tags: sqlite

Paolo AttivissimoNuovo scoop degli sciachimisti (UPD 20100725)

Scie chimiche, c'è la prova schiacciante. Che gli sciachimisti non hanno il senso del ridicolo


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "antoniusblock" e "mykeike" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Torno brevemente a parlare della bufala delle "scie chimiche" per segnalare un episodio decisamente divertente per tutti tranne che per gli sciachimisti, che non hanno capito di essere stati presi in giro neanche dopo che gliel'hanno spiegato. L'episodio è una perfetta dimostrazione di uno dei sintomi classici dei cospirazionismi: la totale scomparsa del senso dell'umorismo e del ridicolo. Per qualche bizzarro motivo, credere a una tesi di complotto elimina la capacità di distinguere fra chi fa una battuta e chi parla seriamente. Ecco cos'è successo.

Qualche giorno fa è apparso su Youtube un bel video (successivamente rimosso) che mostra un aereo in volo mentre rilascia una classica scia di condensazione aerodinamica: una di quelle che si formano per via della variazione di pressione dell'aria mentre scorre sulle ali. Qui sotto vedete due fotogrammi che permettono di notare l'iridescenza della scia e la sua formazione lungo tutta l'estensione dell'ala.




Nel video, due voci fuori campo dialogano divertite da 1:00 in poi (prima non c'è parlato):

Persona che riprende: "You see it... You see him spraying that chemtrail?" [Lo vedi... Lo vedi che sta spruzzando quella scia chimica?]
Altra persona: "Yeah. Good luck we're above him" [Sì, per fortuna siamo sopra di lui].
PCR: "I know" [Lo so]
AP: "'Cause we'd be dead right now!" [Perché adesso saremmo morti!]
AP: [incomprensibile]
PCR: "I'm gonna put this on Youtube" [Questo lo metto su Youtube]
AP: (Risata) "Are you videoing it right now?" [Lo stai riprendendo adesso?]
(pausa)
AP: "Oh God, don't... don't video it right now!" [Oddio, non... non riprenderlo adesso!]
PCR: "It's like it's spraying out of the top of its wings." [È come se spruzzasse dalla parte superiore delle sue ali]
AP: "Don't... don't do any [incomprensibile]." [Non... non fare nessun]

Naturalmente per gli sciachimisti (quelli dei soliti "nemici delle cisterne", ai quali non voglio regalare neppure la dignità di un link) gli autori del video stanno parlando assolutamente sul serio. Perché a un pilota che sa delle teorie demenziali sulle "scie chimiche" non verrebbe mai e poi mai in mente di vedere una bella scia aerodinamica dalle delicate rifrazioni arcobaleno e filmarla per poi metterla su Youtube e burlarsi degli sciachimisti che abboccano. Così come a nessuno verrebbe in mente di fotografare una sorpresa degli ovetti Kinder e spacciarla per un UFO. Nooooo.

Anzi, quando gli autori del video, soddisfatti del risultato raggiunto, hanno avvisato che si trattava di una burla, gli sciachimisti hanno gridato al complotto nel complotto: secondo loro il video non è una burla e gli autori in realtà sono stati costretti da qualcuno a fingere che lo sia, ma gli sciachimisti se sono accorti. L'idea che qualcuno voglia prendersi gioco di loro non li sfiora neppure. A giudicare da quanto sono mortalmente impermeabili a ogni forma di ironia, i sostenitori delle "scie chimiche" devono essere l'anima di ogni festa.

Sul canale Youtube degli autori del video è comparsa la prima smentita degli autori: "La verità è che il video è autentico e non tagliato ma il titolo è stato creato per prendere in giro la gente delle scie chimiche. Questo video mostra semplicemente un paio di KC-10 che volano in formazione. Quando ho visto le scie di condensazione che provenivano dal KC-10 di testa, ho tirato fuori la mia videocamera, sapendo che avrei fatto questa burla, e i piloti mi hanno assecondato recitando. Ecco qui. È semplicemente uno scherzo fatto a tutti gli sciachimisti. Mi spiace, Tim."

In originale: "The truth is, the video is real and unedited but the title was created to poke fun at the chemtrail people. All this video shows is a couple of KC-10's flying in formation. When I saw the contrails coming from the lead KC-10 I pulled out my video camera knowing I was going to pull this prank and the pilots played along. So there you have it. It's just a prank on all the chemtrailers. Sorry, Tim".

Poi, quando gli sciachimisti hanno gridato al complotto-matrioska, gli autori hanno pubblicato una nuova smentita: "Voi che continuate a dire "TROPPO TARDI" dovete pensare prima di aprire la bocca... non m'importa se i video sono ancora là fuori e stanno diventando virali. ERA PROPRIO QUESTO LO SCOPO DELLA BURLA!!!!... fare in modo che tutti voi idioti delle scie chimiche vi eccitaste come se questi video fossero il Santo Graal e permettere a me e ai miei amici di ridere di voi mentre li diffondete. Più vi infervorate su questa cosa, più è divertente per quelli di noi che vivono nel mondo reale. Quindi continuate a diffondere i video, amici. Divertitevi, io lo sto facendo!"

In originale: "You guys who keep saying "TOO LATE" need to think before you open your mouth...I don't care that the videos are still out there and going viral. THAT WAS THE WHOLE POINT OF THE PRANK!!!! ...for all of you chemtrail idiots to get all excited as if these videos are the holy grail of chemtrail videos and for me and my friends to laugh at you while you spread them. The more passionate you guys are about this, the more entertaining it is for those of us who live in the real world. So, keep on spreading the videos my friends. Have fun, I am!"

A parte questo, la nuova prova schiacciante di chi crede che migliaia di aerei svolazzino giorno e notte a stormi spruzzando appositamente robaccia per avvelenarci sistematicamente è un video girato chissà dove e chissà quando, a chissà quale quota, da chissà chi, in chissà quali condizioni. Ma questo, agli sciachimisti, a quanto pare basta e avanza per considerarla una prova inconfutabile. E naturalmente l'iridescenza della scia viene interpretata come prova della sua natura "chimica": chissà se gli sciachimisti hanno mai visto un arcobaleno.

Per chi non avesse mai visto una scia di condensazione aerodinamica (da non confondere con le "trecce di Berenice", che sono vortici alari di estremità), ecco qualche foto.


Airbus A340 della Virgin Atlantic, marche G-VBLU, fotografato in Cina il 24 luglio 2006 da un aereo di linea che stava circa 1000 m più in basso. Fonte: JeffWell su Airliners.net.



Airbus A340 della Scandinavian Airlines nei cieli della Cina, 12 giugno 2005. Fonte: Jeffwell su Airliners.net.



Altre immagini di scie di condensazione aerodinamica sono disponibili qui, qui (fatte da un aereo Alitalia), qui e qui.

Il fenomeno è documentato e spiegato anche da fonti specialistiche, come per esempio Paragonair.com: "nell'aria quasi satura, la riduzione aerodinamica della pressione intorno alle superfici alari, alle gondole dei motori e alle eliche raffredda l'aria fino alla saturazione, lasciando scie di condensazione prodotte da questi componenti. Questo tipo di scia solitamente non è né denso né persistente quanto le scie prodotte dallo scarico dei motori. Tuttavia in condizioni atmosferiche critiche una scie di condensazione aerodinamica può innescare la formazione e la diffusione di uno strato di cirri" ("In air that is almost saturated, aerodynamic pressure reduction around airfoils, engine nacelles, and propellers cools the air to saturation leaving condensation trails from these components. This type of trail usually is neither as dense nor as persistent as exhaust trails. However, under critical atmospheric conditions, an aerodynamic contrail may trigger the formation and spreading of a deck of cirrus clouds.")

Già che c'ero, ho ripreso in mano il dibattito con Tom Bosco sulle "scie chimiche". Se vi interessa, lo trovate qui e qui su La bufala delle scie chimiche, dove trovate anche delle ampie FAQ aggiornate che rispondono alle domande più frequenti sull'argomento.


2010/07/25


Il video è stato rimosso, ma ne ho conservato una copia. Ho incluso in questo articolo degli screenshot al posto del video che avevo inserito inizialmente.

July 27, 2010

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oneITSecurityCrolla anche WPA2, vulnerabile e senza cura

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Autore: Michele C. Soccio
Tags: wifi, wpa2

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Autore: Maico Orazio
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HTML.it SicurezzaTestare le interfacce in Javascript

Il testing di applicazioni web a volte può risultare difficile. A volte si ricorre a tool come Selenium o altri simili, ma questi tool non coprono “decentemente” la parte di interfaccia. Su Ajaxian è stato pubblicato recentemente un articolo relativo a Syn una libreria che si propone di risolvere questo problema. Permette, attraverso una semplice sintassi [...]
Autore: napolux
Tags: interfacce, jquery, testing

July 26, 2010

Paolo AttivissimoWikileaks e leggi islandesi

No, l'Islanda non è ancora un porto sicuro per il giornalismo d'inchiesta


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vedo che c'è molto interesse intorno alla vicenda dei terribili documenti segreti riguardanti la guerra in Afghanistan pubblicati da Wikileaks e intorno alla legge islandese che, secondo quanto scrive Repubblica, "garantisce uno 'scudo' quasi totale" a chi divulga notizie scomode che nel proprio paese potrebbero costargli una causa costosissima o addirittura la vita.

Ma c'è una precisazione importante da fare: la legge di garanzia non è stata affatto "approvata" come annuncia per esempio Repubblica nel sommario del suo articolo. Il 16 giugno scorso il parlamento islandese ha approvato all'unanimità la proposta di assegnare al governo l'incarico di creare questa legge di garanzia, che per ora non c'è e quindi ovviamente non è in vigore.

Il progetto si chiama Icelandic Modern Media Initiative (IMMI) e il suo sito ufficiale, ricco di informazioni è Immi.is. È disponibile in inglese e in islandese. Se e quando il progetto diventerà legge, allora si potrà parlare di scudi e ci sarà davvero qualcosa di importante da annunciare: per ora si tratta di promesse che un attento esame degli obblighi internazionali dell'Islanda potrebbero vanificare, come osserva per esempio il Guardian qui e qui.

Le protezioni giuridiche islandesi attuali, comunque, sono ritenute già sufficienti per consentire a questo paese di ospitare Wikileaks. Il problema, semmai, sarà implementare le protezioni tecniche: un governo o un'organizzazione sufficientemente irritata da una pubblicazione in Islanda di notizie imbarazzanti potrebbe usare un attacco informatico per bloccare l'accesso al sito. Ma potrebbe anche bastare un semplice sovraccarico di traffico, come quello che in questo momento rende Wikileaks inaccessibile.

Maggiori info: What is Wikileaks? (CNN), sitografia dell'IMMI su Wikipedia, Alternet.org, Der Spiegel, New York Times, Afghanistan 'shocked' by leaked US documents (CNN), Tens of thousands of alleged Afghan war documents go online (CNN).

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trackbackPassword: meglio originale che lunga

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Tra le applicazioni web curiose in cui è possibile imbattersi in rete, quella rappresentata da Moonit è sicuramente piuttosto originale. Internet è sicuramente una fonte preziosa, alla quale attingere ogni volta che se presenta la…

HTML.it SicurezzaWordpress taglia il supporto a PHP4 e MySQL 4

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Autore: napolux
Tags: mysql, php, wordpress

HTML.it SicurezzaWhere’s it Up?

Where’s it Up? è uno strumento, realizzato da Wonder Proxy, per aiutare gli amministratori di sistema per determinare se il loro sito web è visibile in tutto il mondo. Il tool accetta un URL e consente di selezionare le principali città del mondo. Tenta quindi di connettersi al server dato e inviare una richiesta HEAD dalla [...]
Autore: Maico Orazio
Tags: curl, memcached, pecl http, tool php, where it up

Information Security for geeksArriva Truecrypt "Seven"

Finalmente la nuova versione di Truecrypt è arrivata: la versione 7. La caratteristica più innovativa è la cifratura AES con accelerazione hardware. Non tutte le CPU sono però supportate, ma solo quelle Intel che implementano le istruzioni AES-NI.

Per capire se la vostra CPU le supporta: "Settings -> Preferences -> Performance"


Il mio Mac purtroppo non le supporta :-(

L'altra caratteristica interessante è la possibilità di far partire automaticamente volumi cifrati ospitati da supporti come USB Key. Quindi una volta che inserirete la penna USB nel computer, questa automaticamente farà partire il volume cifrato (ma solo su Windows). Chiaramente prima di montare il drive chiederà all'utente di inserire le credenziali...

Dal punto di vista della Sicurezza, in Windows VISTA e Seven vengono utilizzate le API di sistema per la cifratura del file di ibernazione e dei crash dump di sistema. Per le versioni precedenti di Windows invece Truecrypt utilizza delle funzioni non documentate del SO per le quali, ovviamente, non garantisce il successo della cifratura.


Pc al SicuroIntervista a IlSoftware.it

Vista la settimana impegnativa – causa falla 0-day in Windows – scrivo soltanto ora che la scorsa settimana sono stato intervistato dal noto sito italiano di informazione online www.ilsoftware.it. La redazione ha proposto numerose domande e spunti di riflessione, centrando molti punti caldi del panorama attuale sulla sicurezza attuale.

Tra gli argomenti trattati si è potuto parlare di evoluzione dei malware, sicurezza dei vari sistemi operativi, quali browser sono al momento i più sicuri per poter navigare, e molto altro.

L’intervista, di 3 pagine, è raggiungibile a questo indirizzo.

Buona lettura

July 25, 2010

Paolo AttivissimoQuiz: cosa mostra questa foto?

Quanto è facile creare un mistero, quanto è difficile investigarlo


Volete giocare e mettere alla prova il vostro fiuto di indagatori del mistero? Provate a scoprire che cosa mostra quest'immagine. Buon divertimento.

trackbackApple iPad mette in crisi LG

Lg Electronics
La celebre LG, uno dei principali produttori di display LCD, grazie alle vendite del nuovo iPad che ha sorpassato l’ebook reader Kindle di Amazon, sta vivendo un periodo fortemente positivo. I display da 9,7 pollici…

trackbackHP Slate 500 arriva per utenti aziendali

Hp Slate 500
La famosa azienda statunitense produttrice di personal computer, ha recentemente chiesto la registrazione del marchio PalmPad, attraverso il quale verrà indicato il prossimo tabletPC basato sul sistema operativo chiamato webOS. Tuttavia alcune indiscrezioni hanno annunciato…

trackbackApple Safari: vulnerabilità nel browser minaccia la privacy

Apple Safari Privacy
Recentemente è stata scoperta una pericolosa vulnerabilità presenta all’interno del browser sviluppato dalla società di Steve Jobs. Secondo quanto riscontrato da Jeremiah Grossman, esperto in forza al WhiteHat Security, la problematica è presente nelle versioni…

trackbackGoogle minimizza il rilascio di versioni stabili per Chrome

Google Chrome Update
La celeberrima società di Mountain View da qualche hanno ha fatto il suo ingresso nel settore del software per la navigazione Internet sfidando colossi come Microsoft, con il suo Internet Explorer, la famosa Mozilla Foundation…

trackbackSkype per iPhone non avrà costi aggiuntivi

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La società del celeberrimo client per il Voice over IP ha rilasciato una nuova applicazione per lo smartphone realizzato dalla società di Steve Jobs e che finalmente introduce il pieno supporto a iOS 4, il…

trackbackCome ridimensionare molte foto con Fotosizer

Per chi si trova a lavorare con le immagini l’informatica mette a disposizione diverse risorse utili, che si possono rivelare estremamente agevoli nella semplificazione delle operazioni da compiere. Spesso diventa piuttosto difficile trovarsi a gestire…

trackbackGestire il calendario attraverso i social network con The Hotlist

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La gestione del proprio tempo per mezzo degli strumenti innovativi messi a disposizione da internet è un’occasione unica per cercare di portare avanti la possibilità di migliorare la nostra organizzazione personale. Molto interessante è poi…

July 24, 2010

trackbackInternet propone gli amici in affitto

Rent a Friend
Scott Rosenbaum è il giovane fondatore di Rent a Friend, un particolare sito nato negli Stati Uniti che si propone di offrire compagnia ai suoi iscritti per recarsi al cinema, fare un’escursione in montagna o…

trackbackFirefox 4: arriva la seconda beta

Mozilla Firefox 4 beta 2
La Mozilla Foundation, celeberrima organizzazione del famoso software open source per la navigazione Internet, ha concentrato i propri sforzi sullo sviluppo di una major release per la quale poco tempo fa è stata rilasciata una…

trackbackiPhone: ladro catturato grazie ad App GPS

iPhone GPS furto
Jordan Sturm è una ragazza che recentemente ha subito il furto del proprio smartphone targato Apple. Un abile ladro, in sella ad una bicicletta è riuscito a sottrarglielo ed a dileguarsi in pochi secondi, lasciando…

trackbackFacebook: tutte le statistiche con Facebakers

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Fra i social network Facebook è senza dubbio quello che può essere considerato più popolare, dato l’ampio riscontro che ha incontrato presso il popolo dei navigatori. In molti oggi hanno un profilo personale su Facebook…

trackbackMicrosoft: fatturato record per il 2010

Microsoft fatturato record
Qualche tempo fa è stata diffusa la notizia di un sorpasso da pate della Apple alla società di Steve Ballmer, da sempre sua acerrima rivale, inerente al fatturato. Tale operazione aveva fatto sperare alla società…

Paolo AttivissimoAntibufala: la balena che salta sulla barca

Balena distrugge barca, c'è anche un video


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Numerosi lettori hanno espresso dubbi sull'autenticità delle fotografie che mostrano una balena che salta fuori dall'acqua vicino a una barca a vela e, stando al racconto pubblicato per esempio dal Corriere della Sera, la distrugge quasi completamente. L'episodio è accaduto recentemente in Sudafrica, vicino a Città del Capo.

In effetti la fotografia è talmente straordinaria che genera qualche dubbio, ma la BBC ha pubblicato poco fa un video che mostra la stessa scena integralmente. Direi quindi che la foto è autentica oltre il ragionevole dubbio.

trackbackEffettuare ricerche su più motori di ricerca con Copernic Agent

ricerca on line
La ricerca on line permette agli internauti di mettere in atto numerose possibilità, visto che essi, utilizzando i consueti motori di ricerca, possono rintracciare facilmente su internet ciò che fa al caso loro. Senza dubbio…

Information Security for geeksSafari spione!

Ma Mac OSX non era a prova di virus, vulnerabilità, exploit, e tutto quello che può venire in mente di malefico?

No, ovviamente no. E' vulnerabile, exploitabile, bucabile come tutti i SO. Magari sarà meno soggetto a virus per il market share non paragonabile a Windows, ma non ai siti malevoli che sfruttano le vulnerabilità dei browser.

Arriva la notizia che anche l'ultimissima versione di Safari ha una falla nel sistema di "autofill", ovvero quello che completa i campi nelle pagine web con, per esempio, il nome utente e la password immessa l'ultima volta. Insomma questa volta con un semplice Javascript è possibile e di nascosto dall'utente (basta farlo in un iframe) enumerare i diversi campi che vengono "autofill-ati" automaticamente. Poi basta inviare il contenuto al proprio server.
I dati che vengono estratti sono quelli della scheda nella Rubrica indirizzi di Mac. Per ovviare al problema basta disabilitare l'autofill su questi dati (Safari -> Preferenze ->; Autofill).

Qui trovate la pagina per provare la vulnerabilità. Tranquilli il sito è fidato ed è del ricercatore che ha fatto la full-disclosure.

Se poi, come suggerisce il buon Paolo, il sito è anche un po' osè, oltre allo sfruttamento dei propri dati a fini commerciali si rischia anche il ricatto.
Insomma un bel problema per Apple che pare però essere restia a tappare la falla. Sembra infatti che questa le sia stata notificata verso la metà di Giugno! Adesso forse la full-disclosure li spronerà ad essere più reattivi...


Paolo AttivissimoiPhone 4, la saga continua

iPhone 4: problemi di ricezione confermati e in buona compagnia


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Consumer Reports, una delle più autorevoli pubblicazioni di tutela dei consumatori, ha confermato in laboratorio le segnalazioni di problemi di ricezione dell'iPhone 4 fatte dai primi acquirenti, arrivando alla conclusione piuttosto pesante di non consigliarne l'acquisto. Per dare un'idea dell'importanza del giudizio di Consumer Reports negli Stati Uniti, il titolo di Apple è sceso di quasi il 3% quando si è diffusa la notizia del verdetto negativo.

Dice Consumer Reports: "Quando il dito o la mano tocca un punto sul lato sinistro del telefono – cosa facile, specialmente per i mancini – il segnale può degradare così significativamente da farvi perdere del tutto la connessione se siete in una zona di segnale debole. A causa di questo problema, non possiamo consigliare l'iPhone 4". Però dice anche che a parte questo problema di ricezione, l'iPhone 4 è il migliore smartphone sul mercato, dandogli il punteggio complessivo più alto.

Stando ai test di Consumer Reports e di Anandtech, tenere l'iPhone 4 senza una custodia con la mano sinistra, facendo quindi ponte fra le due antenne esterne che formano la fascia metallica intorno al suo bordo, può provocare un calo di segnale fino a 24 dB: un calo molto importante, che è sufficiente a far crollare la ricezione nelle zone dove il segnale della rete cellulare è relativamente debole. L'iPhone 4, dicono i test, è più sensibile dei suoi predecessori e quindi riesce a telefonare dove gli altri modelli falliscono, ma se impugnato con la sinistra questo vantaggio si attenua. Se usate il telefonino in zone nelle quali il segnale è forte, non dovreste avere problemi.

Parte del problema nasce dal modo in cui l'iPhone visualizza la potenza del segnale di rete: Apple ha dichiarato che la formula matematica che ha usato per calcolare quante tacche di segnale visualizzare "è completamente sbagliata". Indica spesso più segnale di quanto ce ne sia in realtà e quindi verrà distribuito un aggiornamento software che correggerà l'errore di indicazione. Ma Consumer Reports mette in dubbio queste affermazioni di Apple, e sono già partite le prime class action (azioni legali individuali che possono diventare azioni collettive) in California, Maryland e Texas.

Non capita spesso di sentire Apple che dice di aver sbagliato e un'autorità di difesa dei consumatori che dice che Apple non la racconta giusta, e questo decisamente fa notizia. Fa notizia anche il rimedio consigliato da Consumer Reports: coprire la fessura fra le due antenne con un pezzo di nastro isolante o altro materiale non conduttore. "Non sarà bello, ma funziona", dice la rivista. In alternativa, occorre comperare una custodia o mettere un elastico intorno al bordo dell'apparecchio.

Fa ancora più notizia il fatto, segnalato e documentato da ZDNet, Gizmodo e The Unofficial Apple Weblog, che nei forum di Apple vengano cancellate sommariamente le segnalazioni della recensione di Consumer Reports e degli altri problemi dell'iPhone 4, come la sua fragilità documentata in video da Ifixyouri.com con una caduta da un metro d'altezza (due lastre di vetro sul fronte e sul retro, per un oggetto che può cadere facilmente, non sembrano una scelta tecnica molto oculata) o le bizze del suo sensore di prossimità, che dovrebbe spegnere lo schermo quando si avvicina l'iPhone 4 all'orecchio ma invece fa cadere le chiamate.



Che fare? I problemi dell'iPhone 4 sono probabilmente risolvibili tramite un aggiornamento del software e l'uso di una custodia (rimedi che secondo Consumer Reports dovrebbero essere forniti gratuitamente), e quindi conviene aspettare. Riuscirete a resistere al canto delle sirene?

Paolo AttivissimoBombe H nello spazio!

"L'esplosione nucleare di stasera potrebbe essere abbagliante: probabile ottima visibilità"


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Così titolava l'Honolulu Advertiser nel 1962 in occasione di Starfish Prime: che non era il titolo di un film di fantascienza, ma il nome dato al progetto statunitense – assolutamente, incredibilmente, follemente reale – di far esplodere nello spazio una bomba termonucleare mille volte più potente di quella di Hiroshima, per vedere cosa sarebbe successo.

L'esperimento fu effettivamente realizzato il 9 luglio di quell'anno, caricando una bomba all'idrogeno da 1,4 megatoni su un missile che la portò a 400 chilometri di quota sopra l'Oceano Pacifico. Sono state da poco rese pubbliche molte immagini e riprese inedite dell'esplosione, finora tenute segrete.

È difficile, oggi, immedesimarsi nello stato d'animo di allora. C'era la Guerra Fredda: l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti si puntavano addosso a vicenda migliaia di testate nucleari, sufficienti a distruggere la razza umana più volte, e studiavano metodi sempre più efficaci e letali per compiere questa distruzione reciproca assicurata.

Nel 1958, l'astrofisico James Van Allen aveva annunciato la scoperta delle fasce di particelle energetiche (protoni ed elettroni) che circondano la Terra e che oggi portano il suo nome. Lo stesso giorno in cui fece l'annuncio, Van Allen si mise d'accordo con i militari per una serie di lanci di bombe atomiche allo scopo di vedere se erano in grado di distruggere queste fasce.

Questi esperimenti avevano anche obiettivi militari: per esempio, scoprire se le radiazioni di una detonazione nucleare avrebbero reso più difficile localizzare missili nemici in arrivo o se li avrebbero invece distrutti, se l'esplosione avrebbe spinto fino a terra le letali fasce di particelle in corrispondenza di un bersaglio (per esempio Mosca) e se avrebbe interferito con le comunicazioni militari.

La disinvoltura nucleare di quegli anni è incredibile, se vista con gli occhi di oggi. Vari lanci fallirono e fu necessario distruggere i missili mediante l'apposito comando radio, disperdendo frammenti radioattivi su una vasta zona. In un caso (Bluegill Prime), il missile fu distrutto sulla rampa di lancio, contaminando l'area della torre di lancio di plutonio e con i residui chimici del carburante.

L'esplosione di Starfish Prime, la bomba lanciata da Johnston Island su un missile Thor, fu visibile dalle Hawaii alla Nuova Zelanda. A Honolulu, negli alberghi si tennero "Feste della Bomba Arcobaleno" ("Rainbow Bomb Parties") con il naso all'insù. La detonazione nucleare, infatti, produsse aurore artificiali e lampi multicolore dovuti all'interazione fra le radiazioni emesse dalla bomba e l'atmosfera.


Ma gli effetti della bomba all'idrogeno furono molto più significativi di semplici lampi giganti policromi. L'impulso elettromagnetico prodotto dalla bomba fu di gran lunga superiore al previsto e causò blackout elettrici alle Hawaii, a circa 1450 chilometri dal punto di detonazione, fece saltare circa 300 lampioni e almeno un collegamento telefonico in microonde. Tre satelliti artificiali furono resi permanentemente inservibili e le radiazioni emesse causarono il progressivo danneggiamento di un terzo di tutti i satelliti in orbita bassa. Una delle vittime di Starfish Prime fu il primissimo satellite commerciale per telecomunicazioni, Telstar.

Qui su Youtube potete vedere uno dei documentari recentemente pubblicati che mostrano i dettagli dell'esperimento, presentati con un tono che sembra tratto, non a caso, dal Dottor Stranamore di Stanley Kubrick.







Se volete saperne di più, potete consultare un documentario, Nukes in Space, narrato da William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek), un dettagliato articolo di NPR.org e i video presentati da Make a History.com.

La prossima volta che qualcuno lamenta che i giovani d'oggi sono irresponsabili, provate a ricordare che i loro nonni facevano scoppiare bombe atomiche nello spazio per fare fuochi d'artificio, senza pensare alle conseguenze.

July 23, 2010

trackbackWindows: vulnerabilità sfrutta le scorciatoie

Microsoft Windows vulnerabilità
La società informatica di Steve Ballmer è da tempo impegnata nel cercare di garantire la massima sicurezza informatica dei propri utenti, soggetti a numerosi attacchi a causa della diffusione dei sistema operativo. La Microsoft ha…